Leonardo BC a Diplomacy 2011

Diplomacy 2011

Sviluppo Territoriale, Risorse Energetiche e Diplomazia Economica della Giovane Africa

Nell’ambito del programma, uno dei panel è stat0 relativo al tema del rapporto tra Europa e Africa, il vecchio e il giovane continente. Mentre il primo è da sempre protagonista della scena mondiale, il secondo deve ancora affrontare molti problemi che ne ostacolano lo sviluppo, come le guerre, le malattie e la corruzione. Ma negli ultimi decenni alcuni fenomeni hanno aperto inaspettate opportunità.

Innanzitutto, l’aspetto demografico: la distribuzione della popolazione in Africa è completamente differente dalla maggior parte dei Paesi Occidentali, con una maggiore percentuale di giovani ed un’aspettativa di vita sensibilmente minore.

In secondo luogo, l’aspetto economico. Dopo la colonizzazione e la transizione verso regimi democratici, molti paesi hanno mostrato significativi e incoraggianti segnali di ripresa. Come emerge da un recente studio pubblicato dall’Economist, tra i dieci paesi che sono cresciuti più rapidamente nel periodo 2000-10, sei sono africani. Primo della lista risulta l’Angola, la cui crescita è strettamente collegata allo sfruttamento delle risorse naturali e del petrolio, mentre Nigeria, Etiopia e Mozambico sono cresciuti più del 5%, ben al di sopra dei tassi di crescita europei.

Oggi, i paesi dell’Africa Sub-sahariana cominciano a prendere parte ai tavoli di negoziazione, grazie a questo crescente potere economico. Ne consegue l’instaurazione di rapporti diplomatici ed economici privilegiati con le potenze emergenti, quali il Brasile e la Cina, mentre l’Europa resta alla finestra, incapace di definire una politica estera comune.

Tra il 2000 e il 2008, il commercio tra Cina e Africa è cresciuto esponenzialmente (da 8 a 92 miliardi di dollari), divenendo così il secondo partner commerciale, dopo gli USA. Questi accordi hanno provocato molte critiche, dato molti paesi africani si sono ritrovati con un deficit commerciale e una dipendenza economica dalla Cina, oltre al fatto che tali rapporti non hanno implicato alcuna promozione e trasferimento di conoscenze tecnologiche e know how.

Ciò che risulta necessario è una crescente e vibrante classe imprenditoriale locale, e la creazione di network commerciali sia tra paesi africani che con imprese straniere, che siano però finalizzate a un reale sviluppo di lungo termine. La giovane Africa può svilupparsi solo se le strategie vengono adattate alle specificità delle differenti regioni, incoraggiando l’imprenditorialità locale.

RELATORI:

Ha introdotto:

– Prof. Gian Paolo Cesaretti, Preside Facoltà di Economia dell’Università Parthenope di Napoli

Ha coordinato:

– Dott.ssa Liliane Murekatete, Rappresentante ad interim della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’Africa

Hanno partecipato:

– On. Adolfo Urso, Parlamentare, Presidente Fondazione Fare Futuro

– On. Henri Djombo, Ministro dello Sviluppo Sostenibile delle Foreste e dell’Ambiente, Congo Brazzaville

– Dr. Mugo Kibati: Director-General of Kenya Vision’s 2030 Delivery Board

– Avv. Giancarlo Lanna, Presidente della Simest

– Dr. Simone Santi – Amministratore Delegato Leonardo BC

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