L’Unione Africana fa un significativo passo avanti verso l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili


Malabo, Guinea Equatoriale, 1 luglio 2011

I capi di Stato e di governo africani riuniti a Malabo, in Guinea Equatoriale, in occasione del 17° vertice dell’Unione Africana, hanno adottato una Dichiarazione che chiede alla 66ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di calendarizzare e approvare una Risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF).

La Dichiarazione è stata presentata dal Burkina Faso, Paese tra i più impegnati su questo fronte, ed è il risultato della lunga campagna condotta da Non c’è Pace Senza Giustizia, dal Comitato Inter-Africano sulle pratiche tradizionali che incidono sulla salute di donne e bambini, da Euronet-FGM e dalla Ong senegalese La Palabre.

In questi ultimi anni la coalizione ha lavorato incessantemente per promuovere a livello internazionale le ragioni e la necessità di una Risoluzione ONU, per consolidare il consenso degli attivisti che si battono per la difesa dei diritti umani, delle organizzazioni che lavorano sui diritti delle donne, dei parlamentari e dei governi africani ed europei.

Dichiarazione di Emma Bonino, Vicepresidente del Senato e fondatrice di Non c’è Pace Senza Giustizia: “L’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (PRNTT), insieme con gli altri membri della coalizione, accolgono con grande soddisfazione la decisione dell’Unione Africana di sostenere e promuovere l’adozione di una Risoluzione di messa al bando universale delle MGF da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU, il che dimostra l’impegno dell’organismo intergovernativo africano nella tutela dei diritti umani, specie di quelli di donne e bambine.

Vogliamo ringraziare il governo del Burkina Faso e soprattutto la first lady Chantal Compaoré, per la determinazione e la passione nel perseguire i consolidamento del consenso di tutti gli Stati africani sulla proposta.

La decisione adottata oggi segna la volontà politica degli Stati membri dell’Unione Africana di considerare le MGF come una violazione dei diritti umani e di fare tutto il necessario affinché questa pratica venga definitivamente debellata. Grazie a questa scelta la Risoluzione ONU diventa un obiettivo sempre più vicino. Si tratta ora di garantire l’impegno di tutti, delle organizzazioni internazionali e regionali così come degli Stati europei, dove le MGF esistono e sono praticate in clandestinità da quelle comunità che provengono da Paesi a tradizione escissoria.

Infine vorremmo che i cittadini di tutto mondo sostenessero la coraggiosa lotta delle attiviste che hanno dedicato la loro vita a combattere le MGF, e lo facessero firmando attraverso il sito http://www.banfgm.org l’appello che chiede alle Nazioni Unite di compiere i passi formali necessari a mettere fine a questa violazione dei diritti di donne e bambine.”.

Per maggiori informazioni, si prega di contattare Sabrina Gasparrini: +393494785367 email: sgasparrini@npwj.org o Nicola Giovannini, email: ngiovannini@npwj.org, +32 2 548 39 15. Consultate anche i siti: http://www.npwj.org e http://www.banfgm.org

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