Il Presidente Napolitano supporta l’Africa

“L’Africa ha voglia di cambiare in fretta. Il cammino verso la democrazia prosegua e si rafforzi”

“In tutto il continente africano assistiamo a tendenze di fondo nel senso di una crescita nella domanda di democrazia, di rispetto per i diritti umani, di giustizia e di legalità che accompagnano e sorreggono processi di sviluppo economico e sociale. La stagione delle autocrazie irresponsabili, sorde alla volontà popolare volge al termine ovunque. E in Africa artefici del rinnovamento sono i giovani, le donne, i ceti produttivi emergenti nelle città e nelle campagne”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del suo intervento in occasione della Giornata dell’Africa nel 48° anniversario della fondazione dell’Unione Africana, ha richiamato la voglia dell’Africa “di cambiare in fretta”.

“Da anni, ormai, il tasso di crescita dell’economia ha superato sensibilmente quello di accrescimento naturale della popolazione, trasformando le prospettive di sviluppo. La crescita può giovarsi – grazie anche a una riduzione dei conflitti e scontri armati – di fattori come le enormi risorse naturali, incluse quelle energetiche, e le prospettive aperte dalle nuove tecnologie, in particolare dall’informatica e dalle telecomunicazioni.

Assistiamo ad un’ascesa della classe media, con conseguente crescita del ruolo della società civile, allo sviluppo di un’imprenditoria più diffusa e responsabile. Molto resta da fare – mirando a rafforzare la governance democratica – per lo sviluppo delle infrastrutture, per l’espansione del commercio, per l’integrazione regionale, per la sostenibilità ambientale ; e molto resta da fare per aiutare le popolazioni colpite da violenze, pandemie e carestie. Ma è un fatto che l’Africa ha imboccato, sia pure in modo diseguale, la strada di un’evoluzione virtuosa”.

“Ci auguriamo – ha proseguito il Capo dello Stato – che il cammino verso la democrazia”, come quello intrapreso da Egitto e Tunisia, “prosegua nella complessa e delicata fase di transizione che si è aperta ; ci auguriamo che si rafforzi la tutela dei diritti umani e delle minoranze. L’Italia e l’Europa non faranno mancare il loro sostegno a processi di costruzione istituzionale in quei paesi”.

Quanto alla Libia, il Presidente Napolitano ha auspicato che “chi resiste agli appelli della comunità internazionale e continua a sfidarla desista al più presto, in modo che il popolo libico possa perseguire le sue legittime aspettative di libertà, giustizia e democrazia”.

Il Capo dello Stato ha rilevato che la Comunità europea “sin dalle sue origini fu consapevole dei suoi profondi legami con l’Africa. Nel maggio 1950 la Dichiarazione Schuman affermava che la messa in comune di mezzi di produzione e la solidarietà che si sarebbe stabilita fra i Paesi membri avrebbe posto l’Europa in grado di realizzare ‘uno dei suoi compiti essenziali: lo sviluppo del continente africano’. Sessanta anni più tardi questa visione è diventata una necessità reciproca. In un mondo sempre più competitivo, dove non esistono più le rendite di posizione di cui hanno a lungo goduto i paesi industrializzati europei e occidentali, il futuro dell’Europa dipende anche dalla capacità di favorire e sostenere una dinamica d’interdipendenza virtuosa e dinamica con l’intero continente africano.

Tale è la prospettiva che fa dell’ormai consolidato dialogo Unione Europea-Africa il perno dei nostri rapporti economici e politici. Questa ‘indispensabile alleanza’ ha superato una fase di prolungata incertezza ed è stata rilanciata in occasione del Summit di Lisbona del 2007, che ha segnato il superamento di uno schema tradizionale di rapporti fra donatori e beneficiari di aiuti, per puntare su un partenariato equilibrato, e su un nuovo impegno congiunto per promuovere e difendere valori comuni”.

Il Capo dello Stato ha quindi sottolineato che “l’Italia intende essere un partner privilegiato e disinteressato per l’Africa, facendo leva anche su una risorsa preziosa come l’ISIAO, questo nostro storico istituto. Sebbene la crisi finanziaria ci abbia imposto severi vincoli di bilancio, siamo a fianco dell’Africa – con le nostre istituzioni, le nostre imprese, la nostra cooperazione allo sviluppo, per quanto ridotta nei mezzi disponibili, la nostra società civile – non solo per combattere le malattie, per diffondere l’istruzione, ridurre la povertà, ma anche per affrontare le nuove sfide globali come la lotta al terrorismo, il traffico degli esseri umani, il traffico di droga, i cambiamenti climatici”.

Fonte: Quirinale.it – 25 maggio 2011

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