“Piano Marshall” per il Nord Africa? Premier a confronto

La revisione della politica europea di vicinato: sì o no? Un Piano Marshall in favore dei Paesi del Nordafrica oppure il contrario? Modifiche all’accordo di Schengen nel senso per facilitare i traffici nel Mediterraneo?

Sono alcuni dei dilemmi dibattuti, dal 4 maggio, dai capi di governo giunti a Palermo per gli Study days del Partito popolare europeo. Temi importanti, legati strettamente alle importanti manifestazioni popolari in atto nel mondo arabo e nell’Africa del Nord.

Ma da Victor Orban, primo ministro ungherese, che ha auspicato “un’Europa fondata sul lavoro”, ad Abbes Fassi Fihri, primo ministro del Marocco, a Lawrence Gozi, capo del governo di Malta, allo stesso Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, le soluzioni sono differenti.

La prima questione sul tappeto, il rifiuto di Malta di soccorrere i migranti in mare. Un’accusa rintuzzata da Gozi, comunque. “Non è vero che Malta si rifiuta di soccorrere i migranti in mare. Nelle ultime due-tre settimane abbiamo soccorso 1.000-1.200 persone salvandole dalla morte“.

Ed ha aggiunto, prima di sottolineare che c’è anche la responsabilità di chi deve intervenire con i suoi mezzi, essendo il Paese più vicino: “Su questo tema occorre collaborare con l’Italia ma anche con l’Unione europea”.

Ma vi è una ragione, soprattutto, per cui vale la pena, secondo il Ppe europeo, che l’Unione Europea assuma un ruolo politico decisivo sul fenomeno dell’immigrazione. Ed è una ragione che ha spinto il premier del Marocco, Abbes Fassi Fihri, a respingere le proposte di un nuovo Piano Marshall per l’area del sud del Mediterraneo: “Riteniamo siano più utili aiuti simbolici e che diano un supporto concreto alla popolazione”. Aiuti, quindi, che agevolino il processo di cambiamento in atto nei paesi nordafricani, permettendo che venga fuori la democrazia din qui inespressa.

Non aiuti economici, quindi, ma un forte partenariato. “Alla nostra popolazione – ha aggiunto Fassi Fihri – sono utili aiuti di natura simbolica, iniziative concrete nell’istruzione e formazione professionale, soluzioni distinte da parte dell’Europa nella gestione degli immigrati economici e dei profughi che chiedono protezione”.

Fonte: palermo.blogsicilia.it4 maggio 2011

Autore: Antonella Folgheretti

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