Africa: cellulari e web promotori della democrazia

Web e cellulari sono i nuovi protagonisti delle rivolte e delle svolte democratiche in Africa e in Medio Oriente. Oltre la stampa e la tv, il mondo virtuale sta prendendo sempre più piede, arrivando a decidere le sorti di un intero Paese.

La diplomazia e le bombe sarebbero scese un gradino più in basso e non sarebbero più decisive per scrivere la storia delle nazioni. Esempi lampanti sono le proteste in difesa dei diritti umani lanciate in Iran per il caso Sakineh e le recenti rivolte verificatesi in Nord Africa in opposizione a regimi autoritari.

Internet e cellulari hanno rivoluzionato il mondo politico e diplomatico. Queste sono le conclusioni di una ricerca coordinata da Indra De Soysa, docente della “Norwegian University of Science and Technology” di Trondheim, in Norvegia. Lo studio è stato poi pubblicato sulla rivista “International Journal of Human Rights”. L’indagine è partita dall’analisi in 137 paesi del legame fra l’utilizzo di strumenti di comunicazioni e il rispetto dei diritti umani. I risultati hanno evidenziato che la possibilità di connettersi a Internet e la diffusione dei cellulari costituiscono una garanzia di democraticità.

“In un Paese in cui vige la dittatura inciderebbe di più l’operato di una compagnia di telecomunicazioni che un ministro degli Esteri”, ha affermato il ricercatore, il quale cita l’Egitto come caso esemplare. Infatti, sarebbero stato impossibile  “mobilitare così tante persone senza l’aiuto dei social media”. Su tutti, Twitter, Facebook e Youtube la fanno da padrone. Al contrario, tv e telefoni fissi non possono essere più considerati tali.

Lo sviluppo tecnologico ha favorito una vera e propria rivoluzione nel mondo delle telecomunicazioni e dell’informazione. “Sembra proprio che i nuovi media rispetto ai ‘vecchi’ giovino di più alla democrazia” ha spiegato in breve  il professor De Soysa, il quale poi punta il dito contro la tv.

“Ad esempio la televisione è particolarmente negativa per i diritti umani – ha affermato l’esperto – perché è il mezzo preferito dai governi per fare propaganda alla popolazione. Internet e i cellulari, invece, hanno l’effetto opposto”. In particolare, i social network, e generalmente i social media, hanno dato “alle persone accesso libero ai canali di comunicazione senza che le autorità possano monitorare cosa le persone leggono su Internet”.

Una libertà assoluta che, grazie a un’inedita forza unificatrice, ha il potere di destabilizzare l’ordine costituito. Salvo oscuramenti di rete, che possono essere comunque aggirati, non è infatti possibile bloccare “l’invio di foto e microfilmati girati coi telefonini ai media tradizionali, come Bbc o Cnn”, sfruttando Facebook o Twitter.

Gli Stati stanno pian piano perdendo il controllo sulle idee e sulla loro circolazione: se non cambierà il modo di fare politica, dovranno adeguarsi ai cambiamenti richiesti da un’intera piazza virtuale, ancora più potente di una reale.

Fonte: newnotizie.it10 marzo 2011

Autore: Emanuele Ballacci

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