Intervista a Simone Santi, Console Onorario del Mozambico a Milano

Simone Santi al BIT 2011

Nell’ultima decade l’economia mozambicana ha vissuto un’espansione continua a ritmi sostenuti, registrando negli ultimi anni valori di crescita del PIL dell’8,5%. Il paese è impegnato in uno sforzo di attrazione d’investimenti esteri e la maggior parte dei settori possiede un elevato grado di apertura. Equilibri ha incontrato Simone Santi, Console Onorario del Mozambico in Italia, per analizzare l’attuale situazione del Paese.

Equilibri: Riguardo la penetrazione economica italiana in Mozambico: quali imprese italiane investono? Qual è il valore aggiunto dell’Italia rispetto alla situazione attuale?

Simone Santi: Storicamente le imprese italiane che hanno sempre investito in Mozambico, sono quelle che lavorano nel settore delle costruzioni. Inizialmente gli investimenti provenivano anche da aziende che intensificavano lo sviluppo agricolo, legate soprattutto a progetti della cooperazione italiana di fine anni ’70, la più attiva nella storia del Mozambico, che ha dato tanto al paese.

Le imprese maggiori sono state CMC e Bonifica, che hanno progettato e realizzato le grandi opere, come ad esempio le dighe di Cahora-Bassa e lo sviluppo dell’agricoltura legato a quest’ultime. Ha seguito poi un lungo periodo di assenza d’investimenti italiani. Dal dopoguerra a oggi (guerra civile terminata nel 1992) le prime pianificazioni sono state quelle legate alle energie rinnovabili, quindi connesse soprattutto al gruppo API, a Maccaferri e a Moncada Energy, che sta facendo notevoli investimenti nelle biomasse, specialmente nella coltura della Jatropha. Si nota anche una certa diversificazione nei progetti italiani: il turismo, ma anche l’agricoltura, con forte produzione di tannino. Per quanto riguarda invece il settore petrolifero, l’ENI ha avuto uno dei due contratti di esplorazione del territorio. Per ora però non sono arrivati grandi risultati.

Eq: Rispetto alla situazione istituzionale, alla luce degli scontri derivati dall’aumento del prezzo del grano, è ragionevole aspettarsi una stabilità nel medio-lungo periodo, in un pese che ha conosciuto non tanto tempo fa una guerra civile molto sanguinosa?

S: Partendo dal presupposto che le democrazie africane sono giovani, dalla guerra civile è passato il tempo necessario per creare una stabilità democratica. Ad oggi il Mozambico ha vissuto cinque elezioni democratiche consecutive, con l’alternarsi di due presidenti, che hanno concluso le loro legislature nei tempi previsti. Possiamo dire dunque, che il paese ha passato quella fase di consolidamento necessaria per una vera democrazia. Quest’ultima è stata alimentata molto dalla crescita che ha avuto il paese in questi anni. Crescita che fisiologicamente ha portato anche a delle disuguaglianze, ma come in quasi tutte le ricostruzioni post belliche.
La stabilità attuale è garantita dal fatto che ci saranno altri cinque anni di legislatura, con un Presidente che ha confermato quasi tutta la squadra dei Ministri. Solo ultimamente ha effettuato dei leggeri cambiamenti, ma di fatto, anche se è una repubblica presidenziale, con la figura molto forte del capo dello stato, è una repubblica molto compatta e stabile. L’aumento del prezzo del grano è stata solo una delle voci di spesa che è cresciuta, per la popolazione, nell’ultimo periodo. Le manifestazioni e gli scioperi erano relativamente giustificabili, però sono arrivati in un momento non particolarmente favorevole, poiché in quei giorni era in fase di svolgimento la FACIM, la fiera internazionale di Maputo, dove erano presenti diversi investitori stranieri: forse un autogol. Le tensioni sono rientrate decisamente presto, e non proprio come sono state dipinte all’estero, grazie al governo che si è impegnato a sostenere una riduzione dei prezzi. In questo momento con un Metical debole, essendo il Mozambico un forte importatore di materie prime, ma anche di beni alimentari, il paese soffre particolarmente. La ripresa arriverà dalla crescita delle produzioni locali con tutti i beni agricoli, che oggi vengono importati per la maggior parte dal Sudafrica. Ciò dovrebbe far risollevare il valore della moneta. Staremo a vedere.

Eq: Come viene percepita l’Italia in Mozambico, soprattutto in virtù del ruolo giocato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla diplomazia italiana durante i negoziati di pace? Ha una posizione politicamente più vantaggiosa rispetto agli altri paesi?

S: Sicuramente l’Italia è assolutamente ben vista. Non solo per il negoziato e per la Comunità di Sant’Egidio ma per diversi fattori: la presenza dei missionari, che storicamente sono rimasti radicati sul territorio, dando educazione a chiunque potessero, nel  momento in cui i portoghesi non permettevano di estendere il sistema educativo ai mozambicani, è sempre stata associata alla presenza italiana. Poi di sicuro la Comunità di Sant’Egidio e il governo italiano che hanno fatto tanto per i negoziati di pace, ma anche la CMC, ad oggi la più grande impresa di costruzioni mozambicana con capitale italiano, che ha costruito metà del paese. Tutto questo crea un quadro in cui l’Italia è un passo avanti rispetto agli altri. In più non viene assolutamente percepito come il paese occidentale neo-colonizzatore, ma come un paese che porta lavoro e occupazione.  Attualmente l’Italia paga un po’ lo scotto di investitori molto più dinamici, come brasiliani, indiani e cinesi. Il mercato mozambicano è talmente veloce nella crescita che è molto facile perdere punti  competitività degli investimenti, è un peccato per l’Italia perché il problema deriva dalla scarsa informazione che si ha di questa realtà, non dalle capacità italiane.

Eq: Come si stanno muovendo le grandi società energetiche italiane in Mozambico?

S: API e Maccaferri stanno andando avanti nella produzione di Jatropha, i tempi sono necessariamente lunghi nel settore delle biomasse proprio perché sono tempistiche agricole. Attualmente stanno lavorando e sperimentando terreni e colture in piantagioni molto grandi, fino a 30.000 ettari: ci sarà da attendere gli sviluppi, almeno per un anno. Stesso discorso per Moncada Energy. Gli operatori italiani nel settore sono molto ottimisti sui risultati, lo dimostrano le analisi del rapporto costi-incentivi che avranno con la produzione massiccia di Jatropha. Si stanno studiando anche i movimenti successivi, con la costruzione di un impianto da parte della compagnia petrolifera mozambicana, aiutata da capitali italiani, per la distribuzione di biocarburante direttamente nel paese soddisfacendo così il mercato domestico. Bisognerà però vedere se ci sarà la possibilità economica e la volontà di costruire un impianto di raffinazione. Secondo me avrebbe senso anche considerando il mercato del SADEC che conta più di 250 milioni di abitanti, però è anche vero che oggi la raffinazione delle biomasse ha senso se si possiede una legislazione con forti incentivazioni. L’Europa, ed in particolare l’Italia è quella che ha l’incentivazione più alta.

Eq: Com’è strutturato il mercato del lavoro in Mozambico? Le società italiane creano mano d’opera mozambicana o si avvalgono di espatriati?

S: Le società con meno di 10 lavoratori possono avere un solo espatriato e tutto il resto del personale deve essere mozambicano. Per quanto riguarda l’espatrio di personale la percentuale si aggira intorno al 10%, decrescendo sempre più in relazione alla grandezza della società. C’è una fortissima propensione a cercare di dare lavoro ai locali. Allo stesso tempo, sta crescendo una buona offerta di lavoro qualificato, i laureati iniziano ad aumentare, le università anche, soprattutto quelle private. Mediamente le società italiane tendono a formare personale locale, diminuendo sempre più l’impatto degli espatriati sul bilancio. Esistono accordi tra le università mozambicane e le società italiane, dove gli studenti dell’ultimo anno vengono inseriti con contratti di apprendistato part time, portando avanti il doppio ruolo di studente-lavoratore, in modo che quando finiscono gli studi possono essere inseriti più facilmente nel mercato del lavoro. Il costo di un laureato ha una media europea, forse anche un po’ più alta dato che l’offerta è molto inferiore.

Fonte: Equilibri.net3 novembre 2010

Autore: Tommaso Iorio

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