Tanzania, addio discriminazioni: eletto primo albino in Parlamento

Un calcio alle discriminazioni di razza e alla cultura dell’odio. In Tanzania, è stato eletto un deputato albino per la prima volta in Parlamento. Si tratta di una vera svolta epocale: segna infatti il riscatto di una parte della popolazione, quella albina, contro angherie ed ingiustizie, che non di rado sono sfociate in gesti di violenza come rapimenti e omicidi.

Salum Khalfani Bar’wani, 51 anni, è il primo albino a fare il suo ingresso in Parlamento nella storia della Tanzania, stato dell’Africa orientale. L’albinismo è semplicemente un’anomalia ereditaria caratterizzata dalla mancanza di melanina nella pelle, nell’iride e nei capelli.

Tuttavia, in un paese africano, nero per eccellenza, l’albinismo è considerato come una vera e propria distinzione di razza. Le decine di persone che annualmente vengono colpite da questa difformità trasmessa in modo ereditario sono costretti a vivere in isolamento oppure a esporsi a un vero e proprio massacro sociale.

Infatti, proprio in nome della pigmentazione chiara della loro pelle, questi individui sono considerati portatori di malocchio. Numerosi albini sono stati uccisi come vittime sacrificali di riti esoterici poiché circa tre anni fa si diffuse la voce che mangiare i loro organi portassero fortuna in amore e negli affari. Anche un bambino ha fatto le spese dell’annosa caccia al “diverso”: circa dieci giorni fa un bimbo di 9 anni è stato massacrato e fatto a pezzi poiché ‘colpevole di essere albino’.

Proprio in ragione delle innumerevoli violenze che gli albini sono abituati a vivere, l’elezione di un membro che li rappresenti in Parlamento diviene cruciale. Bar’wani, leader del Fronte civico unito (Cuf), partito di opposizione, è stato eletto a Lindi, città meridionale della Tanzania. “Questa è una vittoria non solo mia – ha assicurato il neo eletto alla Bbc – ma di tutti gli albini di questo paese. Le persone di Lindi hanno utilizzato la loro saggezza e hanno apprezzato l’intelligenza degli albini”.

La particolarità che rende raggiante il nuovo deputato è rappresentata dal fatto che l’elezione è giunta, non attraverso un voto di solidarietà o una decisione governativa, ma è grazie a un plebiscito popolare. Ciò indica un significativo cambiamento di rotta e di apertura in una delle parti più remote della Tanzania, quale la regione meridionale.

Una notizia senza dubbio positiva: l’unica speranza è che la politica sia davvero capace di tramutare le parole in fatti, soprattutto in Africa.

Fonte: Newnotizie.it4 novembre 2010

Autore: Emanuele Ballacci

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