Convegno a Verona sui diritti delle donne africane

VERONA – Come vivono le donne in Africa? Qual è la loro condizione? Perché non hanno diritti, ma solo doveri? Questi sono alcuni degli spunti che sono stati trattati durante l’incontro «Approccio culturale: i diritti al femminile», il convegno internazionale organizzato da Gma onlus, gruppo missioni Africa. Anche l’università scaligera, centro studi interculturali, ha dato il suo contributo.

Donne africane, una prigione di silenzio. E’ la difficile situazione che vivono le donne del continente africano, a cui sono affidate le principali responsabilità nell’allevare i figli, provvedere al sostentamento della famiglia in situazioni di estremo disagio e povertà, ma che non godono di alcuni dei diritti fondamentali.

Per affrontare le tematiche relative all’intercultura e al ruolo delle donne africane martedì 28 settembre, dalle 10 alle 13 nell’aula T.1 del polo Zanotto, Gma onlus, in partenariato con l’Università di Verona, dipartimento di Scienze dell’educazione – centro studi interculturali, Nadia onlus, nuova associazione di genitori insieme per l’adozione e Cipsi, coordinamento di iniziative popolari per la solidarietà internazionale, con il contributo della regione Veneto, ha organizzato il convegno internazionale «Approccio interculturale: i diritti al femminile».

Il convegno. L’incontro si è proposto di affrontare il ruolo delle donne africane all’interno della società. A loro è affidato il compito di procurare cibo e acqua, in paesi in cui queste risorse sono molto scarse e difficili da raggiungere. Le donne che vivono nei villaggi più remoti devono percorrere ogni giorno anche decine di chilometri a piedi per andare a prendere l’acqua, trovare qualche farmaco per i loro bambini che spesso contraggono malattie, provvedere ai bisogni domestici.

Ma una donna, in Africa, non ha alcuna possibilità di ricoprire un ruolo socialmente riconosciuto e apprezzato, non può godere dell’indipendenza economica, non può svolgere lavori gratificanti e retribuiti, non può impegnarsi in nessuna attività che non attenga alla sfera domestica.

I relatori. Ad aprire il convegno è stato Agostino Portera, direttore del centro studi interculturali dell’ateneo. A seguire Paola Dusi, docente di pedagogia generale e sociale dell’università scaligera, con una lettura pedagogica interculturale su «le donne e le forme dell’agire». Patrizia Sentinelli, già viceministro alla cooperazione internazionale è intervenuta sulla campagna «l’Africa cammina con i piedi delle donne» che propone di assegnare alle donne africane il premio Nobel per la pace.

Ha ripreso il tema Guido Barbera, presidente del Cipsi di Roma con la relazione«Il Nobel per la pace alle donne africane come esperienza di relazione tra popoli». In chiusura, hanno preso la parola padre Vitale Vitali, presidente del gruppo missioni Asmara e Marguerite Lottin, presidente dell’associazione interculturale Griot, con un intervento su«Donne e approccio interculturale. L’esperienza Griot».

Fonte: Diario del Web.it –  27 settembre 2010

2 Risposte

  1. metto nel sito solidarietainrete.org

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