Il Ministro Frattini all’ONU lotta per i diritti dell’Africa e delle donne

Franco Frattini è da oggi a New York, per partecipare alla 65.ma Assemblea Generale dell’Onu. Il primo obiettivo per il ministro degli Esteri è l’approvazione della prima risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili, per abolirle entro il 2015.

L’appuntamento è per mercoledi’ 22, quando Frattini co-presiederà una ministeriale insieme all’omologo egiziano Ahmed Abdul Gheit, cui parteciperà anche la collega delle Pari Opportunità, Mara Carfagna.

Questo il primo dei molti temi che il ministro degli Esteri affronterà al Palazzo di Vetro, dove è prevista una fittissima agenda di incontri bilaterali, partecipazioni a summit, che lo occuperà fino a sabato, quando e’ previsto il suo intervento finale di fronte all’Assemblea Generale, alle 18 locali.

Un’altra delle priorita’ di Frattini sara’ il tentativo di dipanare il nodo gordiano della riforma del Consiglio di Sicurezza. Riforma che per l’Italia deve escludere l’allargamento ad ulteriori membri permanenti con diritto di veto (oltre agli attuali Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) come invece vorrebbero i cosidetti ‘G4′, Germania, Brasile, India e Giappone.

Il governo italiano, capofila dell’iniziativa ‘Uniting for consensus’ (incontro previsto mercoledi’ 22), punta a seggi non permanenti, di piu’ lunga durata (oltre gli attuali 2 anni), privi del diritto di veto ed eletti dall’Assemblea Generale. Il tutto con un Consiglio piu’ aperto e trasparente e che operi con un legame piu’ stretto con l’Assemblea Generale.

Tra i criteri che Frattini cerchera’ di far adottare, oltre al maggiore rilievo da dare alle organizzazioni regionali, c’e’ la valorizzazione di aree sottorappresentate come l’Africa. Il ministro punta oltre che al semplice criterio geografico, anche su quello demografico.

Si tratta, in questo caso, di distinguere ad esempio tra i 41 Paesi piccoli, fino ad un milione di abitanti, cui toccherebbe un seggio, come ai 71 Paesi ‘medi’, fino a 10 milioni di abitanti. L’obiettivo finale della Farnesina e’ arrivare a un Consiglio di Sicurezza formato da massimo 25 membri ma senza nessun altro dotato del diritto di veto.

Fonte: AGI19 settembre 2010

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