Blog e Mobile: ecco il Kenya che non t’immagini

Il web, e in genere la tecnologia più sofisticata, è appannaggio esclusivo di quello che una volta si proclamava come mondo sviluppato? Sbagliato! Sono proprio i paesi che rincorrono lo sviluppo ad aver capito che i nuovi media sono anche la nuova locomotiva per uno sviluppo a 360 gradi.

Succede in Africa, in Kenya, dove cellulari e internet hanno salvaguardato la regolarità del voto per il referendum popolare sulla nuova costituzione, svoltosi lo scorso 4 agosto. Il risultato è una decisa vittoria del “sì” (68,5%) per un nuovo sistema politico molto più trasparente e attento alla legalità. Data la posta in palio e le logiche pressioni dei vecchi poteri forti per conservare lo status quo, i sostenitori del sì hanno studiato e realizzato una grandiosa mobilitazione per un uso su vasta scala di sms, e-mail e Twitter.

Insomma tutto l’armamentario online per comunicare e condividere informazioni è stato arruolato a scopi politici. Si può anche capire che piccole èlites illuminate siano più avanti e conoscano le più moderne tecniche di comunicazione politica.

Ma persino i semplici elettori hanno partecipato direttamente alla difesa del voto. Quindi i nuovi media non sono così sconosciuti neppure per le popolazioni africane – mi viene immediato il confronto con certi territori italiani che non  dispongono neppure di una connessione ad internet. Questo attivismo civile online è confermato dalle segnalazioni su brogli, intimidazioni e irregolarità nel voto che sono state raccolte in tempo quasi-reale in una piattaforma comune online chiamata Uchaguzi (“decisione”), a sua volta creata e gestita da un’ampia galassia di associazioni per i diritti civili.

Non mancava nulla: numeri e collegamenti per inviare sms, postare con hashtag di twitter e inviare e-mail. Sull’homepage è stata attivata una mappa del paese che geolocalizza tutte queste segnalazioni, che venivano prontamente inoltrate alle autorità per procedere alle verifiche. Alla fine delle operazioni di voto sono stati elaborati 1522 rapporti su diverse migliaia di segnalazioni giunte da quasi 27,000 telefonini dotati di Gps.

Il Kenya non è solo un paese con una nuova costituzione. E’ anche l’avanguardia per una nuova cultura politica del continente africano, con la terza blogosfera più densa dopo Sudafrica e Nigeria, e sia Nokia che Google hanno aperto uffici nella capitale Nairobi. Ora nasce “Kenya 2.0”, un punto di riferimento per tutti i paesi in cammino verso la democrazia – il web può aumentare la loro velocità.

Fonte: Techmex10 agosto 2010

Autore: Gabriele Cazzulini

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