Alex Zanotelli firma per primo l’appello per i poveri in Sudafrica

Riceviamo e pubblichiamo il testo di quest’appello firmato per primo da Alex Zanotelli in favore dei poveri in Sudafrica e dei movimenti che cercano di difenderne i diritti come Abahlali baseMjondolo.

Ecco il testo di un appello già inviato all’ambasciatrice sudafricana in Italia, primo firmatario Alex Zanotelli. Inviate la vostra adesione a carta@carta.org con oggetto “Adesione appello Sudafrica” e indicando nome e cognome, città, eventuale qualifica professionale e/o organizzazione di appartenenza. Il numero e i nomi degli aderenti saranno riportati sulle pagine web di Carta all’indirizzo <http://clandestino.carta.org&gt;. Un resoconto periodico sull’andamento della raccolta di adesioni sarà trasmesso all’ambasciata del Sudafrica a Roma.

IMPORTANTE: la campagna mira alla raccolta del massimo numero possibiile di adesioni entro il 20 giugno

Sua Eccellenza Ambasciatrice Thenjiwe Mtintso,

siamo associazioni, movimenti di base, singoli cittadini. Tutti noi abbiamo a cuore la storia del  udafrica, la grande lotta del movimento di liberazione che in esso si è sviluppato negli scorsi decenni e il destino delle popolazioni oppresse che di quelle lotte sono state protagoniste. Riteniamo centrale nella costruzione del nuovo Sudafrica la promozione dei diritti e del ruolo sociale e politico dei poveri.

In particolare, siamo oggi preoccupati per il trattamento subito dagli abitanti delle baraccopoli e dai venditori di strada in occasione della Coppa del mondo. Gli abitanti delle baraccopoli vengono  forzatamente sfrattati e fatti vivere in “transit camps”, mentre ai venditori di strada è stato proibito di vendere la propria merce durante tutta la durata della Coppa del mondo. Ai poveri non è stato concesso di partecipare alla costruzione di un percorso comune che portasse verso la Coppa del mondo. Al contrario la Coppa del mondo è divenuta l’occasione per ristrutturare le città secondo criteri che favoriscono solo le élite. I poveri vengono spinti fuori, lontani dagli occhi dei turisti e dei giornalisti. Peraltro, le misure di sicurezza adottate in occasione dei Mondiali limitano fortemente il diritto dei  cittadini a esprimere democraticamente il dissenso rispetto a questo stato di cose.

Il movimento di base Abahlali baseMjondolo, costruendo ogni giorno una democrazia reale, diretta e partecipata, sta cercando da anni di opporsi a tutto questo e lotta per il riscatto dei più poveri, per il diritto alla terra, alla casa, ai servizi di base e a un’esistenza dignitosa. Noi condividiamo le
lotte di questo straordinario movimento e siamo al suo fianco.

Il movimento è stato oggetto di azioni di repressione e di attacchi violenti,il più grave dei quali si è verificato nel settembre 2009 nell’insediamento informale di Kennedy Road a Durban per opera di decine di persone armate, ed ha causato alcuni morti, la distruzione di case e beni dei membri di Abahlali e la fuga di molti di loro per sottrarsi alle violenze. Ciò nonostante, sono state arrestate 13 persone tra quelle che avevano subito l’attacco. Abahlali baseMjondolo e molti osservatori tra cui leader religiosi, associazioni, ONG, accademici e semplici cittadini denunciano il ruolo ambiguo svolto dalla polizia locale e dai dirigenti locali dell’African National Congress (ANC).
Questi ultimi hanno dichiarato alla stampa che l’insediamento di Kennedy Road era stato “liberato” dalla presenza di Abahlali baseMjondolo.

Il 31 maggio una delegazione di Abahlali che era in Italia nel corso della campagna “Mondiali al contrario” è stata ricevuta all’ambasciata sudafricana a Roma. Durante l’incontro è stato chiesto che la Sua ambasciata si facesse portavoce delle richieste del movimento presso il governo sudafricano. Ci uniamo anche noi alle richieste di Abahlali baseMjondolo e per Suo tramite chiediamo alle Autorità sudafricane:

– che il Presidente Jacob Zuma risponda al Memorandum presentato da Abahlali baseMjondolo il 22 marzo 2010;

– che i “transit camps” vengano aboliti e che i poveri possano avere pieno diritto a vivere nelle città;

– che sia istituita una commissione credibile e indipendente per indagare sui fatti avvenuti a Kennedy Road nel settembre 2009;

– che vengano immediatamente rilasciati Khaliphile Jali, Stutu Koyi, Zandisile Ngutshana, Siyabulela Mambi e Samukeliso Mkhokhelwa, le 5 persone ancora detenute ingiustamente a Westville a seguito dell’attacco a Kennedy Road e non ancora informate, dopo 9 mesi, sulle motivazioni della loro incarcerazione;

– che le Autorità sudafricane nazionali e locali si impegnino a garantire il pluralismo politico, il diritto di associazione e di espressione del dissenso in tutti gli insediamenti informali così come nelle città interessate dalle manifestazioni sportive della Coppa del mondo.

Certi che vorrà dare alla nostra comunicazione il peso che merita, Le porgiamo distinti saluti.

Fonte: Africa News8 giugno 2010

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