Un continente che si è messo in marcia

L’ Africa non è più solo un posto di povertà, fame e guerre intestine, ma è anche un mercato emergente, un posto di grandi opportunità e sviluppo. I Mondiali di calcio in Sudafrica sono il segno più evidente di un cambiamento in corso. Alcune cifre per spiegare il fenomeno, poco conosciuto in Europa ancora influenzata dal paternalismo post-coloniale: per la prima volta su 32 squadre ai mondiali di calcio ben sei sono africane e la Fifa ha incassato in partenza tra sponsorizzazioni e diritti televisivi 3,2 miliardi di dollari, una cifra record se si considera che per la coppa del Mondo 2006 in Germania gli introiti furono appena 400 milioni di dollari.

L’Africa va in goal. Il libro di Riccardo Barlaam e Massimo Di Nola “Miracolo Africano”, ricorda che lo sponsor principale del Mondiale è proprio una società africana, l’operatore telefonico Mtn mentre gli stadi avveniristici sono stati completati con quattro mesi di anticipo, meglio di quanto non abbia fatto la Grecia con le Olimpiadi.

L’Africa è tornata in circolo nel grande gioco dell’economia senza confini. Il Continente nero oggi è un convoglio in marcia formato da gruppi di stati, diversi tra loro ma che presi nel loro insieme iniziano ad assumere una rilevanza strategica. Il Ruanda, che in pochi anni passa dal genocidio ai primi posti nelle classifiche mondiali della crescita sebbene con zone d’ombra come le carceri per i minori nell’isola di Iwawa, l’Alcatraz ruandese, ai limiti del rispetto dei diritti umani.

Un continente dove la pragmatica Cina sbarca costruendo strade, porti, ferrovie, sfidando altre vecchie potenze, ma mettendo in moto un meccanismo di modernizzazione. Le arretratezze delle infrastrutture diventano motivo per saltare un passaggio dello sviluppo, d’un balzo: così bonifici bancari, consulti medici e spese online arrivano nei villaggi più sperduti grazie ai telefonini, senza passare dalla costruzione delle linee fisse. Un’Africa che ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, costruisce il futuro. Dove un tempo c’erano le carceri per i prigionieri politici del terribile Mengistu sta sorgendo la cittadella comunitaria con il grattacielo in cristallo – realizzato dai cinesi – che ospiterà la sede della commissione dell’Unione africana. Addis Abeba diventerà una capitale diplomatica. La Bruxelles africana. Un miracolo? Forse, ma gli africani ci credono.

Miracolo africano di Riccardo Barlaam e Massimo Di Nola. Prefazione di Romano Prodi. Ed. Gruppo 24 ORE, pag. 180, euro 19

Fonte: Il Sole 24 Ore6 giugno 2010

Autore: Vittorio Da Rold

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