Burundi: via al processo elettorale

I risultati provvisori delle elezioni comunali in Burundi danno per vittorioso il partito del presidente Pierre Nkurunziza. Si tratta del primo di una lunga serie di appuntamenti elettorali che porteranno il paese ad eleggere tutti gli organi di governo. Un passo fondamentale nel processo di pace avviato nel 2006 dopo 13 anni di guerra civile.

Dopo essere stato rinviato per due volte è iniziato lunedì, con le elezioni comunali, il processo elettorale in Burundi.
I primi risultati danno in testa l’attuale presidente Pierre Nkurunziza. Sono già state spogliate le schede dei seggi di 70 dei 129 comuni in cui si è votato e finora 57 comuni sono andati al partito del presidente.

Agathon Rwasa, leader dell’ex gruppo ribelle delle Forze di Liberazione Nazionale e attualmente la maggiore forza di opposizione del paese, contesta i risultati provvisori delle elezioni. Rwasa denuncia brogli e chiede alla Commissione elettorale l’annullamento del voto.

Le comunali di lunedì hanno inaugurato una serie di appuntamenti che nei prossimi mesi porterà al voto la popolazione che sarà chiamata a scegliere il nuovo presidente e i rappresentanti del Parlamento. Il ciclo elettorale si concluderà il 7 settembre.

Le urne dovevano essere aperte già da sabato, ma alcuni problemi logistici e organizzativi hanno costretto le autorità ad un rinvio. In alcuni distretti del paese ci sono stati ritardi nella consegna delle schede e di altro materiale elettorale. Per tutto il fine settimana elicotteri delle Nazioni Unite sono stati impiegati nella distribuzione della documentazione necessaria.

I partiti di opposizione hanno accusato la maggioranza di aver volutamente provocato i ritardi e di aver rinviato l’apertura delle urne in modo da assicurarsi una facile rielezione.
Nonostante questi problemi le elezioni si sono svolte senza disordini. Circa 3 milioni di persone sono state chiamate alle urne e già dalle prime ore dell’alba si sono formate lunghe code davanti ai seggi elettorali. Saranno eletti circa 2000 consiglieri in 129 comuni del paese.

Si tratta di un voto importante, perché i risultati potrebbero indicare i favoriti alle elezioni presidenziali e parlamentari che si terranno rispettivamente il 28 giugno e il 23 luglio.
Secondo gli osservatori i fragili equilibri del paese sono stati messi a dura prova da una campagna elettorale contrassegnata da tensioni e episodi di violenza.

Per il paese, uscito nel 2006 da una guerra civile, durata più di un decennio e che ha visto feroci scontri tra le due etnie Hutu (maggioritaria) e Tutsi (minoritaria) gli appuntamenti elettorali di questi giorni sono una prova per dimostrare la validità della stabilità politica costruita in questi ultimi anni.

Fonte: Nigrizia.it – 26 maggio 2010

Autore: Valentina Garbato

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