L’Africa ritorna al Festival di Cannes: Benda Bilili!

Cannes 63: Benda Bilili!
di Renaud Barret e Florent de la Tullaye

“We’re all handicapped people, ain’t we?”

Musica per guardare al di là

Festival di Cannes 2010: l’apertura della sezione Quinzaine des Réalisateurs è affidata a Benda Bilili!. Felice scelta degli organizzatori francesi, che decidono di puntare su un fenomeno che, musicalmente parlando, è già molto importante e non soltanto in Europa. Sono infatti numerosi i loro fans, che riempiono la rete con blog o pagine Facebook dedicate a loro e ai loro concerti. Lo Staff Benda Bilili è veramente qualcosa di mai visto o sentito prima. Siamo alla presenza di un gruppo di musicisti paraplegici di strada che perlustra la città su tricicli motorizzati stile Mad Max. La musica del gruppo africano nasce nella zona dentro e intorno agli stadi dello zoo di Kinshasa, in Congo, ed ha una potenza sorprendente, un meraviglioso e coinvolgente mix di ritmi old-school: blues e reggae che si fondono senza esclusione di colpi in un’atmosfera che non ha nulla da invidiare ai guru del funky.

Tutto comincia nel 2004, quando Renaud Barret e Florent de la Tullaye si recano a Kinshasa per realizzare un documentario televisivo (Jupiter’s Dance), un viaggio attraverso il ghetto dei musicisti africani. Durante le riprese incontrano lo Staff Benda Bilili, ne rimangono notevolmente impressionati e diventano i loro produttori; negli anni successivi la frequentazione è sempre più stretta e nel 2007 arriva infine la decisione di realizzare un film. Il clou è nell’estate 2009, quando i quattro paraplegici e un ragazzo normodotato (ormai diventato un uomo) salgono sulla scena di fronte a un pubblico di ottomila persone a Kinshasa. La storia dunque dura cinque anni, dalle prime prove al loro trionfo in festival internazionali: Benda Bilili! è la storia di questo sogno che diventa realtà.

Impossibile non analizzare in primo piano i componenti della band. Il leader è Ricky, il più anziano e la vera e propria anima del gruppo; con la sua voce suadente e melanconica ha un sogno: far diventare Staff Benda Bilili la migliore orchestra del Congo Kinshasa. Junana: cantante/chitarrista che, seduto sul suo spettacolare triciclo personalizzato, di tanto in tanto lo abbandona per ballare sul pavimento del palco, le braccia alzate in segno di supplica gioiosa. Roger già da bambino di strada vuole più di ogni altra cosa aderire al gruppo musicale che perlustra la città su tricicli motorizzati stile Mad Max. E proprio il ragazzo propone strani e coinvolgenti assoli con il suo personalissimo liuto, progettato e costruito da lui medesimo: una sola corda attaccata ad un’anonima lattina.

Coco: tutta Kinshasa conosce il suo triciclo motorizzato. Ha una bella voce calda ed è anche un virtuoso chitarrista. Sposato con una donna normodotata dalla quale ha avuto sette figli, lavora come tagliatore di metallo e torna a casa solo una volta a settimana per portare i soldi necessari alla sopravvivenza della famiglia. Theo: fan di James Brown e Bob Marley, si occupa del basso ed è anche cantante soprano. Randi: Il percussionista del gruppo; quello che assembla la sua ritmica martellante alle melodie è proprio il più giovane. Randi è uno shegue, un bambino di sttrada con soltanto cinque anni, orfano di tutti e due i genitori.

Tutti e cinque insieme devono evitare le insidie della strada, stare insieme, trovare la forza nella musica della speranza. Il significato del nome della band è guarda al di là, una storia speciale che racconta come questi artisti portatori di handicap e homeless sono stati capaci di conquistare il successo – e una speranza – nonostante tutto all’inizio li desse per sconfitti.

Fonte: Cinemafrica.org

Autore: Giorgio Sgarbi

2 Risposte

  1. Please visit the web http://www.coida.it.
    Thank you.
    Cristina Marangoni

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