A Siena si è discusso di sviluppo sostenibile in Africa

Come preannunciato lo scorso 4 febbraio, a Siena si è parlato d’Africa e i risultati sono stati molto interessanti.

Con il sostegno della comunità internazionale, il bacino del Congo può diventare un modello di sviluppo sostenibile per l’insieme dei paesi africani. E’ stato ribadito oggi nell’ambito della tavola rotonda organizzata a Siena dal WWF Italia e da COOPI – Cooperazione Internazionale, con il sostegno della Fondazione Monte Paschi di Siena, alla quale hanno partecipato anche il Sen. Roberto Di Giovanpaolo e Marcello Fondi, Consigliere per il G8 e la cooperazione decentrata, e moderata da Marco Giorgietti, giornalista di Famiglia Cristiana.

La tavola rotonda è stata l’occasione per presentare il progetto “Sostegno allo sviluppo sostenibile delle comunità del Sud Kivu”, realizzato dalle stesse organizzazioni, volto a garantire alle comunità locali la reperibilità delle risorse nel tempo e a fornire loro le competenze necessarie per poter svolgere le attività tradizionali, agricoltura e allevamento, nel rispetto delle esigenze di rigenerazione di ecosistemi estremamente preziosi e fragili.
Dall’altra parte, è stato sottolineato dai partecipanti il paradosso emblematico del paese Congo: un territorio ricchissimo di risorse naturali e minerali ma agli ultimi posti per le condizioni umanitarie, sociali e sanitarie, che purtroppo non ha la dovuta attenzione da parte dei mass media e soprattutto nell’agenda politica italiana ed europea.

Il bacino del Congo è infatti un’irriproducibile riserva naturale che si estende per 172 milioni di ettari (circa 5 volte l’Italia) e custodisce il 35% del patrimonio di biodiversità nel mondo, tra cui più di 10.000 specie di piante, oltre 1000 specie di uccelli e più di 400 specie di mammiferi, come le rare specie di elefanti e di gorilla di montagna. Ma per oltre 40 anni il paese è stato teatro di drammatiche guerre, spesso scatenate dall’interesse di controllare le ingenti risorse minerarie e forestali del paese, che hanno spinto sempre più persone a ricorrere ad esse in modo incontrollato. Su circa 60 milioni di abitanti, 40 milioni dipendono dalla foresta per assicurarsi cibo, medicine, energia, fibre e numerosi prodotti legnosi.

Una gestione sostenibile delle risorse può garantire da un lato la sopravvivenza delle comunità locali e dall’altro la vitalità a lungo termine degli habitat forestali da cui le comunità stesse dipendono.

“Il bacino del Congo racchiude e sintetizza le sfide planetarie del ventunesimo secolo – ha dichiarato Laura Ciacci, responsabile Cooperazione Internazionale del WWF Italia – È una delle ultime riserve strategiche di biodiversità, acqua e ossigeno esistenti al mondo, e proprio per le sue risorse naturali è insidiato da interessi mondiali. Risolvere in maniera sostenibile i problemi legati allo sviluppo della regione può diventare un modello per tutti i Paesi africani nella lotta alla povertà, fornendo risposte praticabili e immediate alle aspettative di sviluppo e benessere della popolazione locale. I partenariati integrati tra fondazioni, cooperazione decentrata e cooperazione italiana e ONG sono un tassello importante di questo percorso.”

Spiega Claudio Ceravolo, vice presidente di COOPI – Cooperazione Internazionale: “COOPI ha condiviso con le popolazioni del Kivu la tragedia di tutte le guerre che hanno martoriato questa regione. Dopo 18 anni, il tessuto produttivo e sociale è stato completamente sconvolto, generando molti effetti perversi: l’impossibilità di sostenere attività agricole e pastorali, una economia drogata dal contrabbando di minerali, la spoliazione delle ricchezze naturali, sotto lo sguardo di strutture statali debolissime, impossibilitate a perseguire una qualsiasi politica di tutela. Ricostruire le basi per una produzione agricola capace di nutrire le popolazioni rispettando le ricchezze naturali è fondamentale nel percorso di pacificazione della regione”.

“Questi interventi rappresentano un piccolo esempio – ha affermato Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena – dell’unica via percorribile per consentire non solo di conservare un patrimonio di ossigeno e biodiversità per l’intero mondo ma anche per la lotta alla povertà in Africa. Dal 2003 la nostra Fondazione è fortemente impegnata nel settore della cooperazione internazionale per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni svantaggiate. Condizioni che possono migliorare anche e soprattutto attraverso la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali per lo sviluppo economico sostenibile e per il processo di pace in paesi come il Congo”.

Al termine della tavola rotonda, si è svolta la premiazione di 40 bambini e bambine della  scuola elementare di San Gimignano, una delle scuole che hanno partecipato al percorso di educazione allo sviluppo e alla sostenibilità “Il tuo ambiente più giusto”, promosso come attività di sensibilizzazione nell’ambito del progetto.

La mostra fotografica “Sviluppo sostenibile in Sud Kivu – Repubblica Democratica del Congo” rimarrà esposta all’Università per Stranieri di Siena fino al 10 febbraio e sarà poi ospitata dai comuni di Monteroni D’Albia, San Gimignano, Montalcino e Castelnuovo Berardenga fino alla fine di marzo 2010 (per informazioni sulle tappe della mostra:  toscana@coopi.org

Fonte: SienaFree.it

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