Zanzibar e Mozambico: mete da Robinson

Nelle isole africane, meta di sub e amanti della natura, tra balene, mante giganti e cernie tropicali. La sera, si dorme in guesthouse e bungalow su palafitte.

Mete da Robinson. Antistress e lontano da qualsiasi segno di civiltà che non siano comfort e relax. Senza computer, impegni di lavoro e mondani, cellulari che squillano a qualsiasi ora del giorno. Protette nella privacy da un braccio di mare dai colori caraibici e che riserva immersioni indimenticabili.

Isole già note, ma anche new entry nella mappa dei Mari del Sud, come Vamizi in Mozambico. Le piccole isole dell’arcipelago di Zanzibar, con Pemba, Mnemba, Misali e, più sotto, Mafia e Chole, di fronte alla costa della Tanzania, si raggiungono in poco più di mezz’ora con voli quotidiani da Dar es Salaam, oppure un’ora da Zanzibar. Più lontano, in Mozambico (a circa 3 ore d’aereo), Vamizi è intatta e sorprendente. Sono lideali per una vacanza di mare, anche solo di pochi giorni, dopo una settimana di safari. In resort esclusivi o ecolodge, dove ogni dettaglio è curato per il piacere dell’ospite e nel totale rispetto dell’ambiente. Ognuno con un centro diving per esplorazioni straordinarie tra i numerosi reef di quest’angolo d’oceano. Da tenere presente che alcuni lodge chiudono tra aprile e maggio per le lunghe piogge. E che il mare è soggetto a forti escursioni di alta e bassa marea: è quindi consigliabile controllare gli orari presso i resort prima di fare il bagno.

PEMBA – La più grande dell’arcipelago, con fondali ricchissimi di fauna ittica, si raggiunge da Zanzibar in un’ora di volo con i piccoli aerei della Coastal Aviation. Tra le spiagge più belle, Fundu, dove arrivarono circa nove anni fa Alex e Marcus Lewis, due inglesi che, incantati da questo piccolo lembo di terra protetto dalla barriera corallina, costruirono il Fundu Lagoon Lodge, accessibile solo in barca. Lunghe passerelle in legno sospese sull’acqua conducono ai 18 bungalow tendati su palafitte, con tetti di makuti, arredi minimal, ma raffinati, letti a baldacchino protetti da zanzariere in garza. Tutto rigorosamente in materiali naturali. Sabbia bianca e fine come borotalco. Acque trasparenti. L’infinity pool offre una vista a 360 gradi sull’oceano. E, per un ulteriore piacere, una piccola spa propone massaggi orientali e aromaterapia. Si cena anche sulla spiaggia, al lume delle candele. Plus del lodge, il centro diving, tra i migliori dell’Africa. Il fondale, che scende quasi subito a notevole profondità, regala (soprattutto tra dicembre e marzo) immersioni superlative. Come a Manta Point, che dà riparo a migliaia di pesci, tra cui mante giganti, cernie tropicali e un’ampia varietà di coralli. E a Panza Point, dove giacciono relitti di navi su fondali poco profondi e quindi facilmente visibili anche da vicino. Meta preferita dai sub è anche l’isoletta di Misali, con lingue di sabbia bianca. Tra agosto e settembre è qui che arrivano i capodogli per partorire. Chi ama la pesca, può uscire per una giornata a bordo di un dhow, la tradizionale barca a vela araba.

LODGE DI LUSSO, MA ECOLOGICO – Dista solo un paio di chilometri dalla costa il minuscolo isolotto privato che ospita il Mnemba Island Lodge, tra i più esclusivi dell’Africa marina, e non solo. Ci si imbarca a Matemwe, 4 chilometri a nordest di Zanzibar, per una traversata molto breve in acque che diventano in poche miglia di un azzurro tropicale. Il mare straordinario giustifica l’esclusività del resort, che ospita solo dieci banda, piccoli cottage in foglie di palme su piattaforme elevate, aperte sul lato rivolto all’oceano e sulla spiaggia di sabbia fine. Minimalisti nell’arredo, ma perfetti e di grande raffinatezza (i bagni sono un capolavoro di igiene, stile e attenzione ai minimi dettagli) per ospiti che al lusso preferiscono una privacy totale e una natura intatta. Il rispetto per l’ambiente e l’uso di materiali ecologici è massimo, il lodge infatti fa parte del progetto Eco Luxury, che seleziona resort con elevati standard di ecocompatibilità, per viaggi all’insegna della sostenibilità e responsabilità verso l’ambiente e le comunità locali, senza dimenticare il comfort. La cucina si basa su pesce di giornata, grigliate di carne, frutta tropicale. I vini, sudafricani. Aperitivi al tramonto a bordo di un dhow. E un centro diving con attrezzatura per immersioni in acque che offrono visibilità fino a 30 metri.

GESTHOUSE CON BUNGALOW – Soluzione certo più economica, ma sempre di grande relax e piacere, quella di Matemwe Beach Village, a nordest di Zanzibar, su una lunghissima spiaggia di palme. Una piccola guesthouse con diversi bungalow dove però la soluzione più confortevole è quella offerta dalle cinque suite, con tetti in makuti e veranda, e la possibilità di aggiungere un terzo letto. Tra i comfort più recenti della guesthouse, la piscina. Immancabile una visita, anche di un’intera giornata, a Stone Town, il quartiere antico di Zanzibar, capitale dell’isola, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Per passeggiare i vicoli e per fare, volendo, un po’ di shopping nei tanti negozietti e sulle bancarelle dove sono ammucchiati colorati kanga e kikoi (parei) e quadri in stile Tinga-Tinga.

L’ISOLA DI MAFIA – È riservata ai sub più esperti (le correnti marine qui sono forti) l’isola di Mafia, 30 minuti di volo da Dar es Salaam. Il Mafia Island Marine Park, protetto dal 1995, vanta uno degli habitat marini più ricchi al mondo. Pochi i lodge, molto attenti alla tutela dell’ambiente. Come Kinasi Lodge, 12 bungalow in pietra con tetti in makuti su una spiaggia tra le mangrovie, e il più elegante il Pole Pole Resort, dell’italiano Massimo Lancellotti, sette bungalow arredati con grande attenzione ai dettagli. La spiaggia è soggetta a un forte movimento di maree, ma a Utende Beach, 400 metri da Kinasi, si può fare il bagno a qualsiasi ora del giorno. Tra gli isolotti più piccoli di Mafia, il Chole, con il Chole Mjini Lodge: simbolo del vero ecoturismo, ha solo sette camere da Tarzan, molto spartane, costruite sui baobab. Non c’è elettricità e l’illuminazione è possibile grazie alle lampade di paraffina. Le toilette sono ecologiche e la fornitura d’acqua calda irregolare e sporadica. In tavola, pesce freschissimo e verdure dell’orto. Ci si arriva da Mafia con un dhow: l’approdo è bagnato e piuttosto impegnativo, ma il lodge è amato dai new hippy e dagli appassionati di snorkeling (la doppia costa 160 € con pensione completa, una gita al giorno in barca a vela sulla barriera corallina, o alla lingua di sabbia per un picnic, e si può prenotare con House of Wonders, che affitta anche ville a Zanzibar).

IN MOZAMBICO, A VAMIZI – Una delle ultime novità del mare africano, con un tratto di barriera corallina ancora poco esplorata, è Vamizi, in Mozambico, a circa 3 ore di volo da Dar es Salaam. Al termine di una lunga spiaggia di sabbia bianca, rivolta verso l’isola di Rongui, il Vamizi Island Lodge ha 13 bungalow di lusso, vere e proprie beach-house, con un ampio soggiorno, spaziosa sala da bagno, veranda, letti a baldacchino misura king-size, tende color arancio bruciato in mussola trasparente. I pontili esterni e le spiagge private sono arredate con divani a dondolo e letti swahili, in legno e paglia intrecciata. Le immersioni sono sempre uno spettacolo, soprattutto da marzo a ottobre. E, tra luglio e novembre, si possono avvistare balene, delfini e tartarughe.

Fonte: Corriere della Sera – Viaggi

Autrice: Giuliana Vogel

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