Per la prima volta dall’Italia l’appello per promuovere i vaccini salvavita

“Dieci milioni di bambini muoiono ogni anno, ne potremmo salvare 2 milioni e mezzo se avessimo accesso ai vaccini che sono già a disposizione”. Senza mezzi termini l’immunologo Alberto Mantovani, ribadisce un problema globale, in occasione della Giornata Europea dell’Immunologia che si è celebrata per la prima volta in Italia, lo scorso 29 aprile 2009.

Dal nostro paese, tra le punte di eccellenza dell’immunologia internazionale, si è levata la richiesta di attenzione sul ruolo della scienza biomedica nello studio del sistema immunitario, con un appello ai membri del G8 di luglio per dettare nuove linee guida sul fronte della salute globale.

La Giornata Europea dell’Immunologia, indetta dalla European Federation of Immunological Societies, si è celebrata il 29 aprile 2009,  all’Istituto Clinico Humanitas, attraverso il convegno “Immunologia, economia e solidarietà, insieme per la salute globale” in collaborazione con il GAVI, l’allenaza mondiale nata per fornire vaccinazioni salvavita ai bambini dei paesi più poveri.

“In Italia stiamo ci stiamo interessando molto dell’attività del GAVI (Global Alliance for vaccines and Immunization)  una delle poche iniziative di salute globale che hanno avuto impatto – ci ha spiegato Alberto Mantovani presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca,  e docente all’Università degli studi di Milano“. Dal 2000 GAVI è riuscita infatti a salvare 3,4 milioni di bambini grazie alla diffusione di vaccini classici (come queli per il teteano e la difterite) e accelerando inoltre l’introduzione di vaccini di seconda linea (ad esempio per il virus per l’Epatite B)- continua Mantovani – La trafila tradizionale vuole che passino 20 anni prima che un nuovo vaccino introdotto nei paesi ricchi possa arrivare in quelli in via di sviluppo”.

Se dal 2000 GAVI ha vaccinato 213 milioni di bambini, le nuove sfide dell’immunologia sono la diarrea infantile che ogni anno uccide 1milione di piccole vittime in Africa e le malattie del pneumococco, 700mila morti.

“In parte i vaccini esistono già, in parte dobbiamo ancora svilupparli”- ha detto Mantovani – L’Italia sta dando un forte contributo alla ricerca immunologa internazionale. Nella letteratura dell’Insitute for scientific information di Filadelfia, gli immunologi italiani sono tra i più presenti,  l’immunologia è una delle aree più sane e produttive del nostro paese”.

Tra gli altri Rino Rappuoli, responsabile Ricerca Vaccini di Novartis  è noto come il pioniere di un modo diverso di fare vaccini perché ha utilizzato la “Reverse Vaccinology” partendo dal sequenziamento del DNA del meningococco, per arrivare ad identificare il bersaglio del vaccino contro la meningite.

L’attenzione dei ricercatori italiani è rivolta allo sviluppo di vaccini cosiddetti immunonasali, che possono essere somministrati per via orale, dunque eliminando tutti in problemi legati all’uso delle siringhe nei paesi africani.

“Abbiamo una preoccupazione – conclude Mantovani – che a pagare il prezzo della crisi finanziaria mondiale siano i bambini, e ci auguriamo che celebrare questa giornata porti attenzione su questi problemi”.

Fonte: Wired.it – 28 aprile 2009

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